Ciclovia dell’Astico

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Di Giancarlo Zarantonello Architetto.

La pista ciclabile lungo il torrente Astico

E’ stata recentemente aperta la pista ciclabile dell’Alta Val d’Astico. L’opera interessa i comuni di Velo d’Astico, Cogollo del Cengio, Valdastico, Pedemonte e Lastebasse in provincia di Vicenza. L’itinerario si snoda a partire dalla pista ciclabile creata sull’ex sedime ferrotranviario Piovene-Arsiero in comune di Velo d’Astico e si snoda lungo il torrente Astico in direzione della sorgente per circa 21 Km fino a Lastebasse.

Vengono sfruttate in parte strade poco trafficate già esistenti. I tratti ex novo sono stati realizzati grazie ad un finanziamento a regia regionale ricompreso nel Programma operativo relativo all’obiettivo “Competitività regionale e Occupazione” dei fondi europei Fesr 2007-2013, che tra le azioni prevede appunto la realizzazione di piste ciclabili in aree di pregio ambientale e in ambito urbano. L’ambito del progetto riguardava la valorizzazione dello storico collegamento intervallivo tra la Repubblica Veneta ed il Tirolo lungo la Via Imperiale e l’antica strada dell’Ancino. I lavori, dell’importo complessivo di € 1.200.000,00, hanno avuto inizio nel giugno 2014 per concludersi nel dicembre 2015.

La pista è parte dell’itinerario Astico-Tesina- Bacchiglione previsto nel master plan della Regione Veneto che si sviluppa per 164 Km da Lastebasse a Chioggia.

Il contesto ambientale

L’alta valle dell’Astico, incastonata tra i contrafforti dell’Altopiano di Tonezza-Fiorentini e di Asiago, costituisce un profondo avvallamento che si prolunga verso le montagne trentine, raggiungibili attraverso il passo della Fricca. Durante la Grande Guerra, si trovò investita dalla furia della Strafexpedition: la “spedizione punitiva” orchestrata dalle truppe austroungariche per punire il “tradimento” dell’Italia entrata in guerra a fianco di Francia e Inghilterra. Mentre gli abitanti dovettero fuggire come profughi, i soldati imperiali conquistarono il Monte Cengio, entrato nel mito e nella leggenda per le gesta dei suoi ultimi difensori. Dopo la fine del conflitto, la povertà alimentò un flusso migratorio, durato fino agli anni ’60.

descrizione dell’itinerario

Il primo tratto – dalla cosiddetta pista del trenino fino a località Schiri – è tutto su strade poco trafficate già esistenti e consiste nell’attraversamento trasversale della valle, in zone parzialmente urbanizzate, fino a raggiungere il torrente Astico.

Superato il torrente e la trafficata strada statale 350 inizia il tratto più suggestivo dell’intero percorso completamente immerso nel bosco con incantevoli vedute panoramiche sulle acque dell’Astico. Particolarmente suggestivi sono località “La Pria” e il medievale “torrione di Pedescala”. Di contro il tratto è caratterizzato da continue salite e discese che non lo rendono adatto ad un ciclismo slow di tipo familiare e presenta alcuni tratti sterrati all’inizio e alla fine che possono essere pericolosi in caso di frenata. Ci sono diversi tratti con pendenze accentuate e con curve pericolose. Da poco prima del paese di Pedescala (all’altezza di località Barcarola) il percorso diventa quasi pianeggiante, è posto lungo il torrente a margine dei campi coltivati. Anche qui ci sono suggestive vedute della valle. Peccato che fino a località Settecà sia tutto su sterrato. Superate le case di Settecà e fino a località Cerati il transito avviene nella strada provinciale 84, una strada di transito interno poco trafficata. Da località Cerati si devia ancora verso l’Astico sempre su strade aperte al traffico, ma di carattere locale, percorrendo tutta la zona industriale e sportiva di San Pietro Valdastico fino ad arrivare in località Casotto. La pendenza si fa più accentuata.

Da località Casotto la valle si restringe ed il paesaggio è condizionato dalla presenza di una immensa cava che interessa entrambi i versanti della valle; prima di arrivare a località Longhi la pista utilizza una strada chiusa al traffico per pericolo di frana. Da località Longhi riprende la pista in sede propria posta lungo l’argine del torrente Astico fino a Pedemonte per poi riprendere su una strada interna poco trafficata fino a Lastebasse.

località La Pria

Si tratta di una suggestiva località presso Arsiero dove il corso del torrente si insinua fra le rocce in un profondo canyon sommerso, paradiso dei sommozzatori che da anni frequentano la zona. Dopo il canyon il fiume forma una curva dove si è creata una piccola baia famosa in tutto il vicentino.

il torrione di Pedescala

L’imponente torrione medievale, alto quasi dieci metri, con lo spessore medio delle murature di due, detto anche la Torre Alta o del Caldogno, ancora oggi visibile nei suoi resti era parte di un sistema difensivo medioevale strategicamente importante per il controllo del passaggio nella valle e per il fiume sottostante.

proposta di itinerario per una tranquilla escursione domenicale

Una proposta interessante può essere percorrere parte della pista del trenino tra Piovene e Arsiero per poi proseguire verso quella dell’Astico. Un comodo parcheggio per chi arriva in macchina si trova poco dopo la birreria Summano sulla destra lungo la strada provinciale che porta a Velo d’Astico. Il parcheggio confina con la pista ciclabile. Percorsa la pista del trenino per 4 Km in direzione di Arsiero si trova la deviazione per proseguire lungo la ciclabile dell’Astico. Al ritorno all’altezza di località Schiri, una volta superata la statale 350 e il fiume, si può deviare sulla viabilità ordinaria in direzione della ex stazione ferroviaria di Arsiero per poi rientrare lungo la pista del trenino. Il percorso totale è di circa 50 km.